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Torre Canai 

La storia di torre Canai vede la sua prima vicenda neltorre_canai 1617, quando il vicerè spagnolo Alfonso D'Eril propose l'appalto per la costruzione di torri e fortificazioni nell'isola di Sant'Antioco, allora disabitata, e di conseguenza rifugio sicuro per i nemici << mori, turchi e altri della Santa Fede cattolica.>> A quel tempo però nessuno si interessò a questo progetto e per arrivare alla vera e propria nascita dell'edificio bisogna fare un salto avanti di 140 anni.
Nel 1757, infatti, con l'isola sotto il dominio dei Savoia (1720) la torre fu costruita su progetto dell'ingegnere piemontese Vallin, sulla base di una relazione effettuata circa 25 anni prima da un altro ingegnere Antonio Felice De Vincenti. La torre è costituita da un grande ambiente circolare con quattro finestre provviste di infissi di legno e serrature di ferro, ed una scala interna di pietra che conduceva alla piazza d'armi dove, oltre all'artiglieria era presente la <<mezza luna>> coperta di tegole, affiancata da una garitta e una latrina. E' significativo però che la torre già nel 1762 avesse bisogno di lavori di restauro, infatti, i principali problemi dell'edificio erano legati alla precarietà degli infissi e le conseguenti infiltrazioni d'acqua piovana. Il problema più pericoloso riguardava la santabarbara (magazzino delle polveri e dei proiettili), collocata in maniera particolarmente scomoda in quanto il fuoco fatto dai soldati penetrava e le scintille avrebbero potuto causare rovinose esplosioni. Non risulta però che il deposito sia stato spostato in quanto lo stesso problema sussiste anche in relazioni effettuate sette anni più tardi. La costruzione di torre Canai è contemporanea al rifiorimento dell'abitato dell'isola di Sant'Antioco che nel 1720, quindi trentacinque anni prima della costruzione, contava una trentina di case e una chiesa. Gli abitanti si trattenevano tutta la settimana in campagna per coltivare il loro terreno o badare al bestiame, fatta eccezione della domenica, quando si ritiravano per la messa.
La posizione geografica della torre favorì la funzione di controllo del Golfo di Palmas, anche in rapporto al lavoro nelle tonnare e nelle saline, attive almeno a partire dal XVII Secolo e spesso razziate dai corsari. Nei primi anni dell'ottocento è evidente lo stato assai precario dell'edificio che sembra andare pari passo con il deterioramento della qualità del personale impiegato. Basta pensare, infatti, che il primo alcaide, Angelo Lepori, poteva contare su un artigliere di 52 anni e su quattro soldati compresi fra i 24 e i 38 anni. Nel 1807 la torre Canai era ormai assolutamente desolata anche in funzione delle difficoltà  legate al trasporto dei materiali necessari al restauro. Il definitivo abbandono della torre risale al 1867. In quell'anno il Re d'Italia Vittorio Emanuele II emanò un decreto che cedeva tutte la torri e le piazzeforti dell'isola al demanio dello stato e di conseguenza cessò l'uso militare della torre. In tempi recenti torre Canai fu riutilizzata come residenza estiva a seguito della concessione ad un privato.

(D.C.)



Dal punto di vista ambientale Torre Canai gode di una posizione superba. Sovrasta padrona le limitrofe coste di Turri, mediterranee per i profumi e paradisiache per sfumature di colori. Si tratta di 360° di incantevole panorama. Mentre si posa un piede nell'antica Sulcis si ha la sensazione di tenere l'altro piede sulle coste dell'Africa, terra di cui i falchi sono messaggeri.
Flora, fauna e caratteristiche geologiche di questi luoghi sono un patrimonio da salvaguardare.

La Redazione
  
 
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