Sant’Antioco,
“Questo convegno – ha detto Marisa Murgia, la dirigente scolastica prossima
alla pensione. Chiudendo il convegno “Urania: scienza, femminile ma non
singolare” – è stato fortemente voluto proprio per chiudere un’esperienza di
grande importanza per la didattica delle materie scientifiche ma non solo e
insieme per aprire una nuova possibilità. Credo che abbiamo presentato una
serie di lavori che meritano di essere approfonditi ed affrontati a partire dal
prossimo anno scolastico. Sono orgogliosa degli studenti e degli insegnanti del
Liceo Lussu”. Il convegno, che si è svolto nell’aula consiliare ieri mattina,
serviva appunto a tirare le somme di un’esperienza, il progetto Urania ,
promosso dal CNR e dal Ministero percui il Lussu, unica scuola sarda e fra le
65 scuole italiane che hanno aderito, ha partecipato con tre classi con grande
entusiasmo. Nell’operazione infatti sono stati coinvolti i docenti, i genitori
ed ovviamente gli alunni delle classi terze, A, B ed L, 51 ragazzi ed una
ventina di docenti che dovevano
misurarsi su una indagine relativa alla scarsa presenza femminile nel mondo
della scienza e della ricerca. Dopo i saluti del sindaco Mario Corongiu sono
cominciati i lavori.“Partecipare a questo lavoro – ha detto Pietro Massa,
docente di matematica – mi è servito per rendermi conto della necessità di
modificare anche la didattica in funzione del genere. Spesso sono le donne le
più continue e le più meritevoli ed è necessario tenere conto di questo dato” I
ragazzi, coordinati dai diversi insegnanti hanno svolto diverse ricerche, sulla
presenza storica delle donne nella ricerca scientifica e sulla relativa loro
scarsa visibilità, sulla vita di alcune scienziate, tra cui Rosalind Franklin,
autrice della foto alla doppia elica del DNA che però fruttò il premio Nobel ad
altri due scienziati. Il dibattito, coordinato da Lucia Pittau, la docente
referente del progetto, ha visto docenti e studentesse e studenti succedersi
alla lettura delle relazioni con un’animazione finale del questionario di
analisi del successo del progetto. I docenti Fausto Ferrara e Paola Marcia
hanno lavorato ad una ricerca sul metodo scientifico, come si è evoluto nel
tempo, a partire da Galileo e si è dimostrato che non è discriminante in funzione
del sesso degli studiosi. Il discrimine avviene nella società, una società in
cui l’accesso agli studi diventa sempre meno possibile per tutti ed in cui alle
donne che si dedicano alla ricerca, soprattutto in Italia, mancano i servizi di
ausilio. Asili nido ad esempio. La mattinata si è chiusa con due ex allievi del
liceo, Corrado Cicalò ricercatore di fisica nucleare al INFN e Emanuela Orrù,
radioastronoma, che presto andrà a lavorare per una università olandese.