Giba - La Storia
Il territorio venne frequentato dall’uomo
sin da epoche neolitiche e nuragiche, come testimoniano le Domus de
Janas, i vari Nuraghi e le Tombe dei Giganti
presenti sulla
zona. Molto i
nteressante è il complesso nuragico di
Meurra che segna i confini tra Giba, Tratalias e San Giovanni
Suergiu, con annesso villaggio e Tombe dei Giganti, parzialmente distrutti dai
lavori di distribuzione dell’acqua nell’invaso di Montepranu. Oltre al nuraghe
Meurra vi sono numerosi nuraghi, molti dei quali diroccati e prevalentemente
monotorre. Il passaggio dei Fenici e dei Cartaginesi è testimoniato da numerose
tombe ritrovate nelle campagne, ormai non più visitabili, i cui reperti sono
conservati al Museo Archeologico di Cagliari, mentre del periodo romano restano due ville con
terme, una in località Bettiani
denominata Sa Cresiedda e un'altra
in località Is Concias. In seguito
alla caduta dell’impero romano la Sardegna passò sotto il controllo dei
Vandali, che depredavano il
territorio e utilizzavano le coste come porti per controllare la zona; secondo
una leggenda la fondazione di Giba sarebbe da attribuire proprio a Genserico, re
dei Vandali, intorno al 500 d.C. Verso fa fine del I millennio Monaci Benedettini diedero nuovi
impulsi alla comunità, insegnarono nuove tecniche per lo sfruttamento terriero
e si proposero come guide spirituali, costellando il territorio di monasteri e
costruirono varie chiese, tra cui la chiesa di Santa Marta a Villarios (alcuni scritti
ne testimoniano l'esistenza già nel 1068)
e la chiesa di San Giorgio di Tului, completamente
distrutta. Nel 1122,
a causa delle incursioni piratesche, il vescovo dovette
fuggire da Sant’Antioco e dimorò in un primo periodo presso la chiesa di Santa Maria di
Palmas (risalente all’XI° secolo come la chiesa di Santa Marta)
poi a Tratalias in seguito alla costruzione nel 1213 della chiesa di Santa
Maria. Nel periodo in cui rimase interdetto il porto di Sant’Antioco
venne allestito e frequentato un porto nella località di Porto Botte, il
Porto Sulcitanum,
dove nel 1323 approdarono gli Aragonesi con una poderosa flotta
guidata dall'infante Alfonso
D'Aragona, cinsero d’assedio
Villa di Chiesa e Cagliari Castrum, sconfissero
i Pisani e iniziarono il loro dominio sulla Sardegna che durò 400 anni. Nel
censimento stilato dagli Aragonesi nel 1323 Giba contava 60 fuochi (famiglie)
per un totale di circa 300 abitanti; nel 1355 Giba inviò i suoi rappresentanti all’assemblea parlamentare tenuta dagli
Aragonesi a Cagliari, alla quale parteciparono i rappresentanti degli
ecclesiastici, i feudatari e i rappresentanti delle città regie e degli altri
centri abitati. In
seguito al trasferimento della sede vescovile a Iglesias nel 1503 il Vescovo
trasferì la sua sede ad Iglesias e la zona entrò in un periodo di decadenza del
quale non si hanno molte notizie; nel XVI secolo a Villarios venne costruita una
torre d’avvistamento, per controllare eventuali scorrerie del Golfo di Palmas,
che si può ancora ammirare nei pressi del paese. Giba e Villarios, in seguito,
vennero più volte infeudati ai vari Baroni e Marchesi dell’epoca. Nel 1891 il territorio di Giba venne
attraversato da una ferrovia che trasportava carbone e distillati del legno che
venivano prodotti nella Foresta Pantaleo (Santadi) dalla società francese
“Forges”; nel molo di Porto Botte venivano caricati i velieri che facevano la
spola con Marsiglia e Tolone. Giba entrò a far parte del comune di
Villarios nel 1853, nel 1875 di Masainas che diventò sede municipale e infine il
comune fu trasferito a Giba nel 1928.
Una parte dell'antica Giba si trova più a nord rispetto alla posizione
attuale, in una zona denominata Tului che attualmente risulta nel
territorio di Tratalias, dove sorgevano la chiesa di San Giorgio e un castello, di cui
rimangono solo le documentazioni scritte. Verso la fine del 1800 alcune famiglie
cominciarono a trasferirsi nel paese attuale, in zona San Pietro, ma qualche
famiglia ha continuato a vivere a Tului sino alla fine degli anni
50.
Meritano una visita il lago
artificiale di Montepranu, costruito negli anni
'50 per scopi irrigui dove è possibile praticare la pesca d'acqua dolce, e la
località di Semuras,
zona collinosa dove si possono ammirare le piante tipiche della macchia
mediterranea e gli ulivi secolari. Nel Golfo di Palmas, oltre a una
piccola spiaggia, vi è la zona palustre, terza in Sardegna per vastità e habitat
naturale di animali come Fenicotteri Rosa, Aironi, Cavalieri D'Italia, Garzette,
Avocette, il Pollo Sultano e il raro Falco di Palude.
Associazione Culturale
Folklorica Sulcitana
"Luciano
Loi"
Giba