Il comune di Portoscuso
Sovente capita che la storia delle nostre
terre sosti all'ombra delle siepi incrementando ancor più l'attrazione e la voglia di scoperta. Questo è un po' il caso del Comune di Portoscuso, che sorge sulla costa sud occidentale della Sardegna, affacciato su mari gorgoglianti che accarezzano la sua terra e le vicine isole di Sant'Antioco e San Pietro.
Seppur negli ultimi anni siano stati rinvenuti resti che indicano il passaggio dell'uomo nel periodo Nuragico, la storia di Portoscuso è da datarsi in tempi pressoché recenti. Si ignora, forse in assenza di documenti che certifichino la questione, quale sia nello specifico la "data di nascita" di questo paese, e si fa risalire all'ultimo decennio del XVI secolo.
Ciò che rende concorde l'opinione degli studiosi e abitanti, sono le cause che portarono il paese alla sua nascita ed estensione. In quegli anni si impiantarono in Sardegna le prime strutture per la pesca del tonno: le tonnare. Quella di Portoscuso, che risale indicativamente al 1594, è una delle più antiche della Sardegna, se non la più antica. Così nasce il paese di pescatori di tonno e corallo, di uomini che dimoravano tra piccole baracche e vascelli, bustarde
e barbacci(imbarcazioni), in occasione della stagione della pesca; di pari passo con la crescita e lo sviluppo della tonnara, "is barraccas" passarono da dimore occasionali ad abitazioni fruibili in tutto l'arco dell'anno. Da questo momento, comunque, la vicenda di portoscuso fu tutt'altro che fortunata. Si voglia per i luoghi paludosi e la peste, o per le frequenti incursioni barbaresche (tra le quali si ricorda quella della fuga verso Monte Dolorosu, nella quale molte persone vennero fatte schiave o uccise), che il comune riuscì a diventare autonomo solo nel 1853. Cominciò un periodo di sviluppo legato all'incremento dell'attività portuale, centro di smistamento dei minerali estratti nei limitrofi comuni, vista l'imponente e contemporanea crescita mineraria. Si arrivò al XX secolo, si debellò la peste, il paese crebbe e si costruì la prima scuola nel 1914, e la caserma dei carabinieri nel 1922.
Portoscuso, dal punto di vista storico, si evidenzia
per la presenza della torre spagnola e della la tonnara.
La torre, simbolo del paese, costruita durante la dominazione spagnola, con i suoi 16m di altezza domina spavalda il golfo portoscusese, e si posa sugli scogli a 30m sul livello del mare.
Costruita con l'intento di rendere più sicuro il territorio di Portoscuso, offre oggi una gradevolissima visione del centro storico e della struttura della tonnara.
Quest'ultima, situata in Piazza Santa Maria d'Itria e denominata "Su Pranu", rappresenta forse il centro culturale della storia del paese e delle sue genti. Risale alla seconda metà del 1800 ed ha subito nel tempo una serie di ristrutturazioni dovute in gran parte alle incursioni barbaresche. Si possono ancora osservare le diverse officine per la lavorazione del ferro, chiodi e materiali di comune utilizzo, oppure quelle dedicate alla lavorazione di funi, reti, e di tutti gli attrezzi per la pesca; sono presenti le baracche dei tonnarotti dove sino a non molto tempo fa venivano messe ad essiccare le uova del rinomato
tonno, e la chiesetta parrocchiale fatta erigere dal Marchese Pasqua, proprietario della tonnara nei suoi primi anni di operatività . La chiesa conserva al suo interno affreschi databili XVII secolo.
Oggi Portoscuso conta circa 5.500 abitanti suddivisi in un territorio di 39kmq, che comprendono chilometri di coste incantevoli da Sa Punt'e S'Aliga a Guareneddu, passando per la finissima spiaggia di Porto Paglietto. La funzione della tonnara ha
influenzato ed è stata madre della cultura culinaria tutt'oggi presente in questo comune. Si possono infatti degustare diversi piatti a base di tonno, cucinato secondo le più antiche tradizioni, e tutte quelle pietanze tipiche dei luoghi di mare, dove la freschezza e genuinità degli alimenti non può mancare.
E come sempre le sfumature della cucina fanno crescere sagre e manifestazioni. Portoscuso è conosciuta per la Sagra del Riccio, che si tiene nel mese di marzo e prevede la degustazione dei
gustosissimi echinoidi ed altre pietanze locali a base di pesce. Importante tradizione è la Sagra del Tonno che si tiene il 13 Giugno, che, come già sottolineato, è un po' lo specchio dell'animo culinario di Portoscuso.
I momenti di maggiore intensità si vivono 51 giorni dopo Pasqua per la festa patronale in onore di Santa Maria d'Itria, con la consueta partecipazione dei gruppi folk ed una caratteristica processione di barche che sfilano rasenti alle coste.
Benvenuti a Portoscuso.
La Redazione